Istat: Pil in crescita nel terzo trimestre 2015

Migliora il quadro economico nazionale, secondo i recenti dati promossi dall’Istat, l’Istituto nazionale di statistica, ma a impedire un definitivo riavvio della ripresa è, ancora una volta, la mancanza di investimenti. Nel terzo trimestre del 2015, infatti, il prodotto interno lordo (Pil) ha fatto registrare un aumento dello 0,2 per cento rispetto al trimestre precedente e dello 0,8 per cento nei confronti del terzo trimestre dell’anno precedente.

Focus sulle componenti della domanda

Pil in crescita nel III Trim.Rispetto al secondo trimestre del 2015, si registra un andamento divergente dei principali aggregati della domanda interna.

I consumi finali nazionali, ad esempio, sono cresciuti dello 0,4 per cento, mentre gli investimenti fissi lordi hanno fatto segnare una flessione dello 0,4 per cento. A determinare la contrazione degli investimenti è stata soprattutto la flessione della spesa per macchine, attrezzature e prodotti vari (-0,9 per cento), solo in parte controbilanciata da un aumento dei mezzi di trasporto (+0,4 per cento), mentre gli investimenti in costruzioni sono rimasti invariati.

Tornando ai consumi finali, invece, c’è da evidenziare che la spesa delle famiglie è cresciuta dello 0,4 per cento e quella della Pubblica Amministrazione dello 0,3 per cento. Nel terzo trimestre, inoltre, le importazioni di beni e servizi sono aumentate dello 0,5 per cento, mentre le esportazioni sono diminuite dello 0,8 per cento.

Il ruolo dei consumi nel rilancio dell’economia

La ripresa dei consumi delle famiglie, seppure contenuta, è una notizia positiva per l’economia nazionale. Secondo le recenti dichiarazioni del Presidente della Banca centrale europea (Bce), Mario Draghi, il piano attuato da Francoforte per rilanciare l’economia europea (Quantitative easing) è stato in parte limitato dagli effetti di una inflazione ancora troppo bassa.

Alle banche, quindi, il delicato ruolo di favorire la crescita attraverso la concessione di prestiti, mutui e investimenti.

L’aumento dei prestiti, infatti, ha dirette ripercussioni positive sia sui consumi delle famiglie che sugli investimenti. Tra gli attori della ripresa anche le banche online.

Uno strumento funzionale agli obiettivi indicati dall’istituto di Francoforte è quello offerto da Ing Direct, la banca di diritto olandese, che con Prestito Arancio offre la possibilità di avvalersi rapidamente di un prestito online molto conveniente. È possibile accedere al servizio dal proprio computer, con pochi e semplici passaggi online.

Dall’analisi della spesa delle famiglie nel terzo trimestre 2015, emerge che gli acquisti di beni durevoli sono cresciuti dello 0,6 per cento, quelli di beni non durevoli dello 0,3 per cento, quelli dei beni semidurevoli dell’1,8 per cento e gli acquisti di servizi dello 0,2 per cento.

La crescita del Pil: il contributo dei diversi settori

Quasi tutti i settori hanno contribuito a sostenere la crescita del Pil nazionale. Si registrano, infatti, andamenti congiunturali positivi del valore aggiunto dell’agricoltura (2,3 per cento), dell’industria in senso stretto (0,4 per cento), del settore del credito, assicurazioni, attività immobiliari e servizi professionali (0,3 per cento) e per gli altri servizi (0,3 per cento).

In controtendenza il valore aggiunto delle costruzioni (-0,1 per cento) e del settore che raggruppa le attività del commercio, alberghi e pubblici esercizi, trasporti e comunicazioni (-0,2 per cento). In termini tendenziali, invece, il valore aggiunto è cresciuto in agricoltura (3,7 per cento), nell’industria in senso stretto (1,3 per cento), nel comparto del credito, assicurazioni, attività immobiliari e servizi professionali (1,1 per cento) e in quello degli altri servizi (0,3 per cento).

Diminuisce nel settore che raggruppa le attività del commercio, alberghi e pubblici esercizi, trasporti e comunicazioni (-0,2 per cento) e in quello delle costruzioni (-0,4 per cento).

Cosa accade alla crescita dei paesi esteri

L’Istat, inoltre, si è soffermato sull’andamento del Pil dei principali Paesi esteri. Dallo studio dell’Istituti nazionale di statistica emerge che, da luglio a settembre, gli Usa e il Regno Unito registrano una crescita del Pil pari allo 0,5 per cento, Francia e Germania crescono dello 0,3 per cento. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 2,3 per cento nel Regno Unito, del 2,2 per cento negli Usa, dell’1,7 per cento in Germania e dell’1,2 per cento in Francia.

Nell’Eurozona, il Pil è aumentato dello 0,3 per cento rispetto al secondo trimestre 2015 e dell’1,6 per cento nel confronto con lo stesso trimestre del 2014.

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